la_divisione_ereditaria_giudiziale

nullità della divisione ereditaria

 

Quando per un’eredità sono chiamati a subentrare più soggetti e questi la accettano si va a formare quella che si definisce comunione ereditaria: i singoli eredi diventano così coeredi.

Con esclusione dei beni che il defunto ha attribuito a uno o più soggetti determinati, definiti “legati”, tutti gli altri vanno a far parte della comunione ereditaria, che si scioglie con la divisione dell’eredità.

L’eredità si fraziona tra i diversi eredi in base alle quote a loro spettanti e quindi ogni singolo erede a quel punto diventa unico proprietario esclusivo dei beni a lui assegnati.

La divisione ereditaria può essere fatta in tre modi diversi:

  • – Dal defunto tramite testamento;
  • – Su accordo tra i coeredi;
  • – Con un procedimento giudiziale di divisione.

 

Divisione contrattuale

 
Andiamo a vedere il caso dell’accordo tra i coeredi e come possa verificarsi la nullità della divisione ereditaria.

Si parla di divisione contrattuale quando i diversi soggetti raggiungono un accordo; se il contratto di divisione contrattuale, stipulato con il consenso di tutti, riguarda dei beni immobili, ne è richiesta la forma scritta, pena la nullità della divisione ereditaria.

Questa può essere annullata anche per dolo o violenza, mentre è esclusa la nullità della divisione ereditaria per errore, anche se è necessario fare delle puntualizzazioni:

  • L’annullamento è previsto se cadono dei presupposti della divisione ereditaria (testamento, numero di eredi ecc.);
  • Se emerge l’esistenza di un testamento non scoperto al momento della divisione si ritiene necessaria la nullità della divisione ereditaria precedente;
  • Se per errore si intente che sono stati omessi dei beni è possibile rimediare con un supplemento della divisione;
  • Se la stima dei beni è errata si procede con la rescissione per lesione oltre il quarto applicabile a ogni atto che abbia l’effetto di determinare la divisione;

 

Divisione giudiziale

 
Se i coeredi non raggiungono un accordo lo scioglimento della comunione ereditaria viene stabilità da un Giudice, su apposita domanda fatta da uno qualsiasi dei coeredi.

Prima di avviare la causa è necessario dar corso ad un procedimento di mediazione, davanti a un organismo riconosciuto dal Ministero di Giustizia, con l’assistenza di un legale.

Se la mediazione non va a buon fine si procede con la divisione giudiziale che può avvenire anche a distanza di molti anni dall’apertura della successione, perché non esiste un limite temporale, tranne quello che può imporre il defunto: che la divisioni non si effettui fino al compimento del diciannovesimo anno del suo erede più giovane, oppure per un massimo di cinque anni dalla sua morte.

Il Giudice redige il progetto di divisione e lo deposita in Cancelleria così che tutti i coeredi possano prenderne visione; poi fissa l‘udienza per la discussione, e dopo che sono state risolte le eventuali contestazioni le singole porzioni di eredità vengono assegnate ad ogni coerede.

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